#: locale=it ## Action ### URL LinkBehaviour_95349DAB_8551_5FC8_41D2_38E22BD11AD3.source = a-roma.inaf.it/oar/monte-porzio-catone/ LinkBehaviour_9535BDAB_8551_5FF5_41C9_AB7CA0DCBE37.source = a-roma.inaf.it/oar/monte-porzio-catone/ WebFrame_22F9EEFF_0C1A_2293_4165_411D4444EFEA_mobile.url = https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d1855.655606373518!2d12.111655916981157!3d42.413480563474394!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x132f2cfbcd9aed79%3A0x39830cf23f0c911d!2sUniversit%C3%A0%20degli%20Studi%20della%20Tuscia!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1604081615146!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" WebFrame_22F9EEFF_0C1A_2293_4165_411D4444EFEA.url = https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d2821.735948510546!2d12.44984291146776!3d41.92250907111696!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x132f60901357d3d1%3A0x9ef0a1c6bf244997!2sINAF%20-%20Istituto%20Nazionale%20di%20Astrofisica%20-%20Osservatorio%20astronomico%20di%20Roma!5e1!3m2!1sit!2sit!4v1751988366135!5m2!1sit!2sit LinkBehaviour_8EE17B75_8550_DB5D_41DF_A0DA8915CFBF.source = https://www.oa-roma.inaf.it/oar/monte-porzio-catone/ LinkBehaviour_8EE19B74_8550_DB53_41AD_FEABE039F8C3.source = https://www.oa-roma.inaf.it/oar/monte-porzio-catone/ ## Media ### Audio audiores_6B2873DC_7137_F035_41D0_12641BFFDC0F.mp3Url = media/audio_6975980C_7173_9014_41B6_E58E1CE95830_it.mp3 audiores_6DB6845E_714E_BA31_41BF_43C635521F43.mp3Url = media/audio_6AC328CA_714E_4A11_41C9_CDAD0641F1D5_it.mp3 audiores_605B07D4_7133_9034_41AA_DEE8DDEBAA4F.mp3Url = media/audio_6D25D1DC_7146_7A31_41B0_A097C0A59CEF_it.mp3 audiores_60B1C4A5_7133_B014_4192_8EC4FB35F05D.mp3Url = media/audio_6D305832_715E_4A71_41D8_E18CB7FCB6AA_it.mp3 audiores_609335F9_7133_93FC_41D1_1864DAB1CCFE.mp3Url = media/audio_6D6746C4_715E_4611_417A_D4AF750B402A_it.mp3 ### Audio Subtitles ### Image imlevel_E022F1E8_EFE7_DB06_41E8_A1AB494C31CD.url = media/popup_7EDB37AD_7134_B014_4192_498575353C68_it_0_0.jpg imlevel_E02101E8_EFE7_DB06_41EC_15B27E19932B.url = media/popup_7EDB37AD_7134_B014_4192_498575353C68_it_0_1.jpg imlevel_E02131E8_EFE7_DB06_41E8_BE288343D61D.url = media/popup_7EDB37AD_7134_B014_4192_498575353C68_it_0_2.jpg imlevel_E02151E8_EFE7_DB06_41E5_557FBD5DADEB.url = media/popup_7EDB37AD_7134_B014_4192_498575353C68_it_0_3.jpg imlevel_E02181E9_EFE7_DB06_41E2_C042C2D5D898.url = media/popup_7EDB37AD_7134_B014_4192_498575353C68_it_0_4.jpg ### Popup Image ### Title panorama_AFA8C8D4_BB2E_36F2_41D0_3E453B8A77C3.label = ATRIO panorama_6ACE38C6_61BC_7AA7_41A5_210C32589625.label = EDIFICIO PRINCIPALE panorama_6A424DDE_61BC_3AA7_41D3_1FC98C0F6C02.label = INGRESSO panorama_6ACCA77F_61BC_3665_41A0_D5F115086C03.label = PARCO vista centrale panorama_ADD52E26_B149_9661_41E1_33E6F73D9AD5.label = SALA 1 vista avanti panorama_ADD57A38_B149_9E61_41D8_B67385902363.label = SALA 1 vista dietro panorama_ADD476F5_B148_97E3_41E1_34B0F55803FE.label = SALA 2 vista avanti panorama_ADD57833_B149_9A67_41E3_64860304463D.label = SALA 2 vista dietro panorama_ADD4A5E5_B148_95E3_41CF_DBACF7E40F00.label = SALA 3 vista avanti panorama_AFF8AAF8_B14B_9FE1_41D3_62FD4266626E.label = SALA 3 vista dietro panorama_ADD4F41A_B148_AA21_41E2_91903E79BA99.label = SALA 4 vista avanti panorama_ADD5E306_B14B_6E21_41CB_6AEEF19FCD8A.label = SALA 4 vista dietro panorama_ADD51808_B14B_9A21_41E0_75E452D2833E.label = SALA COPERNICANA panorama_6ACC3F4A_61BF_D7AF_41CA_F9839E2F8204.label = TORRE SOLARE photo_C6A206B4_D505_A42A_41E3_343464816052.label = _DSC0052 photo_D46922E5_C0F6_A131_41D1_E15E15102E8B.label = _DSC0106 photo_C781FB5B_D51C_AC1E_41E2_765C289F8B42.label = _DSC8121 ## Popup ### Body htmlText_AEBFDB0E_BBE6_EB6E_41E5_5A111D4CDF77.html =
Cannocchiale a lunga focale realizzato da Eustachio Divini. Divini aveva il suo laboratorio a Roma e, a metà del XVII secolo, era considerato uno dei migliori costruttore di telescopi e microscopi in Italia e nel mondo. Questo tipo di telescopi a lunga focale fu sviluppato per ottenere un maggiore ingrandimento e un minore effetto di aberrazione cromatica causata dalle lenti obiettivo prima dell’invenzione del doppietto acromatico nel XVIII secolo. Divini e un altro famoso ottico italiano dello stesso periodo Giuseppe Campani furono tra i primi ad osservare con chiarezza gli anelli di Saturno, circa nello stesso periodo di Christiaan Huygens che viene considerato lo scopritore.
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Collezione di medaglie e monete dedicate a Copernico e collegate al trattato De monetae cudendae ratio scritto da Copernico stesso e riguardante una teoria generale sul denaro.
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Copia ottocentesca di un triquetro. Si tratta di uno strumento di cui troviamo per la prima volta notizie sull’Almagesto di Tolomeo (II sec. d.C) e che sappiamo essere ancora utilizzato 14 secoli dopo da Copernico durante le sue osservazioni per misurare la posizione delle stelle e pianeti nel cielo.
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E qui abbiamo la collezione dei cannocchiali più antichi.
Alla fine del 1609 Galileo puntò il cannocchiale al cielo per la prima volta e fece le sensazionali scoperte che egli pubblicò immediatamente nel Sidereus Nuncius nel marzo del 1610. La luna non appariva affatto come una sfera perfetta e incorruttibile come fino a quel momento si era ritenuto, bensì la sua superficie presentava numerosi crateri e zone simili a montagne e avvallamenti, similmente alla Terra. Giove era accompagnato da 4 satelliti mai osservati prima di allora, orbitanti attorno al pianeta come la luna orbita attorno alla Terra. La Via Lattea apparve composta da migliaia di stelle invisibili ad occhio nudo. Successivamente Galileo osservò inoltre le fasi di Venere. Tutto questo convinse Galileo che il vero sistema del mondo dovesse essere quello eliocentrico copernicano, e non quello geocentrico tolemaico.
I cannocchiali qui esposti sono del XVII e XVIII secolo e sono realizzati in carta, cartone, pelle e legno.
Il terzo dall’alto è particolare perché è stato costruito e abbellito da una mappa di Roma del 1583. L’autore non è noto e sono in corso degli studi per ricostruire la storia. Quello che si pensa è che si tratti di uno dei primi cannocchiali telescopici della prima metà del XVII secolo, ad es. uno degli elementi che lo caratterizza sono gli anelli di rinforzo dei tubi tutti dello stesso diametro.
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I globi e le sfere armillari nel passato avevano funzioni di studio e insegnamento e rappresentano lo stato della conoscenza del mondo al tempo in cui erano fabbricati. I globi erano sempre realizzati a coppie, uno per la superficie terrestre e l’altro per la volta celeste.
I più antichi sono i tre globi di Gerardo Mercatore della metà del XV secolo. Mercatore è ben noto ancora ai giorni nostri per aver inventato un metodo di proiezione delle mappe utile per la navigazione poiché le rotte più brevi vengono disegnate come una linea retta.
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I quadri nella vetrina mostrano i disegni realizzati da P. Angelo Secchi tra il 1855 e il 1868.
Sono il risultato delle sue osservazioni effettuate dall’Osservatorio del Collegio Romano – attuale Sant’Ignazio – che uno dei due osservatori romani che hanno dato origine all’Osservatorio Astronomico di Roma attuale.
Nella vetrina sono esposti anche alcuni strumenti, principalmente spettroscopi, che venivano utilizzati nella seconda metà del XIX secolo insieme ai telescopi, in particolare da Angelo Secchi e Lorenzo Respighi, direttori rispettivamente dell’Oss. Astr. del Collegio Romano e dell’Oss.Astr. del Campidoglio. Essi furono tra I pionieri dell’astrofisica furono tra i primi a condurre studi sistematici dello spettro della luce proveniente dal sole e dalle altre stelle per comprendere le caratteristiche chimiche e fisiche dei corpi celesti.
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Il globo posto al centro della sala è stato realizzato da Vincenzo Maria Coronelli nel 1696. I suoi lavori furono molto apprezzati per il loro valore sia scientifico che artistico. Il gemello terrestre del globo celeste qui presente è conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
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In astronomia era ed è essenziale conoscere il momento preciso e la durata dei fenomeni che vengono osservati. Per questo in tutte le cupole ottocentesche erano presenti due o più orologi a pendolo o da tavolo (uno con l’ora locale e un altro con l’ora internazionale).
Il cronometro da Cupola è uno strumento dalla foggia particolare. Un peso veniva attaccato sul lato destro come avviene per gli orologi a cucù. La gravita teneva in carica il movimento e forniva il sincronismo. E’ uno strumento elettromeccanico, I pennini sono collegati a degli elettromagneti che sono comandabili da contatti elettrici posteriori o dall’osservatore.
I contatti elettrici posteriori erano posti in collegamento con il telescopio in modo da diminuire l’errore umano nella misura degli intervallic di tempo.
L’astronomo muoveva il telescopio e dava così il contatto di avvio al cronometro. Alla fine dell’osservazione veniva segnata la durata del fenomeno osservato.
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L’idea di un museo copernicano nacque in occasione delle celebrazioni del 4° centenario della nascita di Copernico tenutesi a Roma presso l’Università La Sapienza nel 1873.
Il principale promotore di questa iniziativa fu Artur Wolynski, uno storico polacco studioso di Copernico e di Galileo, che si dedicò totalmente alla fondazione a Roma di un museo permanente dedicato al famoso astronomo, donando allo Stato italiano la collezione di cimeli copernicani che aveva raccolto principalmente presso la sua nazione natale.
La collezione originaria proveniente dalla Polonia fu presto arricchita da materiale scientifico proveniente principalmente dagli osservatori astronomici italiani e in particolare da tutta la strumentazione ormai in disuso dei due osservatori astronomici romani del XIX secolo, l’Osservatorio del Collegio Romano e l’Osservatorio del Campidoglio. Il Museo divenne quindi una collezione completa di strumenti astronomici di tutte le epoche, libri antichi e documenti d’archivio, che mostrano l’evoluzione delle conoscenze astronomiche dalle origini fino alla nascita dell’astrofisica e fin anche ai giorni nostri.
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Prima dell’invenzione del cannocchiale, gli astronomi si dedicavano all'astronomia di posizione. Ciò di cui avevano bisogno erano strumenti per individuare e misurare la posizione dei corpi celesti per poi studiarne i movimenti e calcolarne le posizioni future sulla volta celeste.
L’astrolabio racchiude esattamente queste funzioni.
Nella teca centrale è esposta la collezione di astrolabi e notturnali. Essi sono essenzialmente composti da una mira, chiamata alidada, che consente di misurare la distanza angolare delle stelle dall’orizzonte, e inoltre racchiudono diverse mappe del cielo per diverse latitudini del luogo di osservazione.
L’astrolabio arabo valenziano di Ibrahim ibn Said al-Sahli è l’oggetto più antico del museo e risale all’anno 1070. Il disco principale ha un diametro di 238 millimetri ed è chiamato madre, su di esso sono inseriti 7 dischi chiamati timpani, ognuno dei quali rappresenta le coordinate della sfera celeste per diverse latitudini dell’osservatore. Davanti ai timpani è posta una griglia caratterizzata da piccole fiammelle, che indicano la posizione delle stelle note più brillanti. Sul retro dello strumento è posta l’alidada che ruotando permette di misurare la distanza angolare tra due punti sulla volta celeste. Tutti i pezzi sono tenuti insieme da un perno e da una spina a forma di cavalluccio, che è un elemento caratteristico degli astrolabi di quell’epoca. Questo astrolabio proviene dal Museo Kircheriano presso il Collegio Romano ed è stato trasferito al Museo Copernicano nel 1886.
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Prototipo di specchio sferico per telescopio.
Nel ‘700 si iniziano a costruire telescopi a specchi. L’obiettivo del telescopio non è più una lente, ma uno specchio curvo posto sul retro dello strumento. Questo specchio fa convergere la luce al fuoco dell’oculare, sfruttando anche altre riflessioni come nel caso degli strumenti in vetrina.
Se nel 1600 era l’Italia leader nella realizzazione dei telescopi, a partire dal ‘700 questo primato si sposta in Inghilterra.
Gli specchi venivano realizzati di metallo (una lega di rame e stagno facilmente levigabile) molto ben lucidato per diventare riflettente.
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Quadro che l’artista polacco Alexander Lesser realizzò nel 1876 per il museo. Il quadro raffigura Copernico sul letto di morte con in mano il suo libro De revolutionibus orbium coelestium fresco di stampa. Infatti Copernico morì lo stesso anno della prima edizione del De revolutionibus.
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Questa è la collezione dei cannocchiali più antichi.
Alla fine del 1609 Galileo puntò il cannocchiale al cielo per la prima volta e fece le sensazionali scoperte che egli pubblicò immediatamente nel Sidereus Nuncius nel marzo del 1610. La luna non appariva affatto come una sfera perfetta e incorruttibile come fino a quel momento si era ritenuto, bensì la sua superficie presentava numerosi crateri e zone simili a montagne e avvallamenti, similmente alla Terra. Giove era accompagnato da 4 satelliti mai osservati prima di allora, orbitanti attorno al pianeta come la luna orbita attorno alla Terra. La Via Lattea apparve composta da migliaia di stelle invisibili ad occhio nudo. Successivamente Galileo osservò inoltre le fasi di Venere. Tutto questo convinse Galileo che il vero sistema del mondo dovesse essere quello eliocentrico copernicano, e non quello geocentrico tolemaico.
I cannocchiali qui esposti sono del XVII e XVIII secolo e sono realizzati in carta, cartone, pelle e legno.
Il terzo dall’alto è particolare perché è stato costruito e abbellito da una mappa di Roma del 1583. L’autore non è noto e sono in corso degli studi per ricostruire la storia. Quello che si pensa è che si tratti di uno dei primi cannocchiali telescopici della prima metà del XVII secolo, ad es. uno degli elementi che lo caratterizza sono gli anelli di rinforzo dei tubi tutti dello stesso diametro.
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Questo strumento di legno è un calendario proveniente dalla collezione del Museo Kircheriano. E’ probabilmente nord europeo e realizzato tra il 14° e il 15° secolo.
Presenta iscritti I simboli di festività e momenti speciali dell’anno, utili alla gestione della comunità per motivi economico sociali.
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Qui è presente la collezione di telescopi riflettori realizzati secondo gli schemi ottici proposti da Newton e da James Gregory. La realizzazione dei telescopi segue lo sviluppo tecnologico dei metodi costruttivi e i principi dell’ottica geometrica che mano a mano vengono acquisiti.
Infatti i telescopi posso essere dotati di una lente obiettivo che raccoglie la luce e la concentra le fuoco della lente, oppure di uno specchio parabolico che fa convergere la luce nel fuoco della parabola.
Gli specchi venivano realizzati di metallo (una lega di rame e stagno facilmente levigabile) molto ben lucidato per diventare riflettente. Il telescopio con la montatura a ghigliottina potrebbe essere stato realizzato da Giovan Battista Amici a Firenze nella prima metà del XIX secolo ed è simile a quello realizzato e utilizzato da William Herschel per scoprire Urano nel 1781.
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Riproduzione dello scafio di Eratostene (III sec. a.C.) che ci permette di vedere lo strumento utilizzato nell’antichità per misurare l’altezza del sole sull’orizzonte. Dal confronto di tali misure fu possibile determinare con buona approssimazione il valore della circonferenza terrestre.
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Una delle ricadute delle conoscenze astronomiche era la capacità di fare il punto in navigazione o in viaggio.
Nella collezione di sestanti del Museo sono presenti strumenti di varie epoche, dal 1500 al ventesimo secolo. Tra quelli qui in mostra spicca uno in basso a sinistra che porta inciso Cook. Potrebbe essere uno dei sestanti usati proprio da Cook per I suoi viaggi intercontinentali.
### Title window_AA9EAD89_BB27_EF52_41E4_1D9013965001.title = Astrolabi window_D198F1BB_C057_A311_41E3_ED081EB8ADE5.title = Calendario runico window_D193223B_C057_A111_41E2_C8827BE256CF.title = Copernico sul letto di morte window_D21F1523_C053_6331_41D0_CCC67F77A29F.title = Cronometro da cupola window_D271AAF2_C053_E113_41D8_66D1C5315981.title = Globi di Mercatore window_D1857ED8_C053_611F_41CF_E59CB5E97FA2.title = Globo di Coronelli window_AE4841EB_BBFE_F6D6_41CD_2F928E0EBECA.title = I telescopi antichi window_A83E04C1_BBFA_7ED2_41E5_B83ECA90B8F5.title = I telescopi antichi window_A8F14FE2_BB6E_6AD6_41E4_F389A7ACF171.title = Il museo Astronomico e Copernicano window_D1BED085_C06F_61F1_41D7_C06092BEB5AA.title = Il sestante di Cook window_D2270980_C077_63EF_41E6_476B287CAD27.title = Le macchie solari window_D244C2D8_C051_A11F_41E2_8ECF0DEC27BA.title = Medaglie copernicane window_AE11236D_BBFA_1BD2_41C1_5F74FDE011C3.title = Scafio di Eratostene window_D16AE154_C073_A317_41BD_BFCE7C61FDC1.title = Specchio sferico window_D0A7BCF3_C071_E111_41DF_FCCC001B535B.title = Telescopi Gregory window_AEA1AB0E_BBE6_EB6E_41C1_B42A1C6C0CD7.title = Telescopio Divini window_A83566CD_BBEA_1AD2_41CB_8D42FE059AA8.title = Triquetro ## Right Click Menu ### Text TDVAuthor.label = Virtual Tour by Maria Teresa Menna - Photos © M.T. Menna maria.menna@inaf.it ## Skin ### Button Button_062AF830_1140_E215_418D_D2FC11B12C47.label = INIZIA LA VISITA Button_062AF830_1140_E215_418D_D2FC11B12C47_mobile.label = INIZIA LA VISITA ### Dropdown DropDown_057B3A27_3AA3_A1F2_41C0_6BB995D79A09_mobile.label = ISTITUTO DropDown_05784A29_3AA3_A1FE_41B1_E2305F2F53BE.label = LABORATORI DropDown_05784A29_3AA3_A1FE_41B1_E2305F2F53BE_mobile.label = LABORATORI DropDown_639DF684_70DE_4611_41AC_DCBC6F6AD4B4.label = MUSEO DropDown_057BFA20_3AA3_A1EE_41A9_8EE569D894A7.label = PARCO DropDown_057B3A27_3AA3_A1F2_41C0_6BB995D79A09.label = TORRE SOLARE DropDown_057BFA20_3AA3_A1EE_41A9_8EE569D894A7_mobile.label = VEDUTE ESTERNE ### Image Image_05314BAF_3AA1_A6F2_41CB_86A11240FA50.url = skin/Image_05314BAF_3AA1_A6F2_41CB_86A11240FA50_it.png Image_05314BAF_3AA1_A6F2_41CB_86A11240FA50_mobile.url = skin/Image_05314BAF_3AA1_A6F2_41CB_86A11240FA50_mobile_it.png Image_062A182F_1140_E20B_41B0_9CB8FFD6AA5A_mobile.url = skin/Image_062A182F_1140_E20B_41B0_9CB8FFD6AA5A_mobile_it.jpg Image_06C5BBA5_1140_A63F_41A7_E6D01D4CC397_mobile.url = skin/Image_06C5BBA5_1140_A63F_41A7_E6D01D4CC397_mobile_it.jpg Image_0B48D65D_11C0_6E0F_41A2_4D6F373BABA0_mobile.url = skin/Image_0B48D65D_11C0_6E0F_41A2_4D6F373BABA0_mobile_it.jpg Image_72BFB23E_61DC_29E7_41D5_1268E56B927E.url = skin/Image_72BFB23E_61DC_29E7_41D5_1268E56B927E_it.jpg ### Label Label_0C5F13A8_3BA0_A6FF_41BD_E3D21CFCE151.text = I.N.A.F. Label_0C5F13A8_3BA0_A6FF_41BD_E3D21CFCE151_mobile.text = O.A.R. Label_0C5F23A8_3BA0_A6FF_419F_468451E37918.text = Osservatorio Astronomico di Roma Label_0C5F23A8_3BA0_A6FF_419F_468451E37918_mobile.text = Osservatorio Astronomico di Roma Label_0E9CEE5D_36F3_E64E_419C_5A94FA5D3CA1.text = Virtual Tour ### Multiline Text HTMLText_062AD830_1140_E215_41B0_321699661E7F_mobile.html =
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OAR
Osservatorio Astronomico di Roma



L'Osservatorio Astronomico di Roma (OAR) è una delle 16 strutture che costituiscono l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), distribuite sul territorio nazionale ed una alle Isole Canarie che opera il Telescopio Nazionale Galileo.
L'OAR è una delle maggiori strutture INAF ed è impegnato in vari settori dell’Astronomia e dell’Astrofisica che va dal Sole ai pianeti e ai piccoli corpi del Sistema Solare, dalla cosmologia all'evoluzione delle galassie, dai buchi neri alle onde gravitazionali, dalla formazione all'evoluzione stellare, dall'astronomia infrarossa alle alte energie, dalle stelle laser alla strumentazione di piano focale per i grandi telescopi.
E’ strettamente legato agli atenei romani nell’ambito dei corsi di laure in astronomia e corsi di dottorato. Tanto da contare la presenza di più di trenta unità di personale non staff tra laureandi, dottorandi, borsisti ed assegnisti che insieme rappresentano un quarto del personale presente in osservatorio.
Inoltre è storicamente attivo nel settore della Didattica e Divulgazione grazie al lavoro del Gruppo Diva, un team di ricercatori e tecnici che organizza le attività per le scuole e per il pubblico generico, gestisce il Parco Astronomico, le strutture didattiche e la comunicazione dell’istituto.
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INAF
Istituto Nazionale di Astrofisica
Osservatorio Astronomico di Roma


La collina di monte Mario, sede di una riserva naturale, con i suoi 139 mt di altezza è uno dei colli più alti di Roma.
Per questo, villa Mellini, che sorge sulla sua sommità, è stata scelta nel 1935 come sede dell’osservatorio astronomico.
Oggi ospita la sede centrale dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), il principale Ente di Ricerca italiano per lo studio dell’Universo, che comprende 19 strutture distribuite sul territorio nazionale, ed una alle Isole Canarie che opera il Telescopio Nazionale Galileo.


Villa Mellini ospita anche il Museo Astronomico e Copernicano che raccoglie una collezione di strumenti antichi, eredità dei due storici osservatori romani del Campidoglio e del Collegio Romano, oltre a una vasta raccolta copernicana donata dal collezionista polacco Artur Wolynski.


Il parco ospita anche una torre solare, scientificamente operativa dagli anni 60 agli anni 80 del secolo scorso ed ora aperta al pubblico per scopi didattici.
### Tooltip IconButton_A642160A_B0C8_B621_41D6_C9725EC19D5D.toolTip = facebook ## Tour ### Description ### Title tour.name = Tour Virtuale INAF Monte Mario