Mostra storica

All’interno dell’edificio principale dell’Osservatorio Astronomico di Roma sono custoditi alcuni tra gli strumenti ottocenteschi appartenenti alla collezione del Museo Astronomico e Copernicano dell’Osservatorio. Un grande patrimonio storico-scientifico è arrivato fino ai nostri giorni e ci racconta la storia dei due principali osservatori astronomici di Roma nell'Ottocento e di come essi siano stati teatro di una vera rivoluzione nello studio delle stelle.
Questi strumenti sono esposti sia all’interno degli ambienti comuni dell’edificio, sia in sale tematiche che hanno lo scopo di presentare l’attività scientifica degli osservatori del Campidoglio e del Collegio Romano.


L'atrio dell'Osservatorio Astronomico di Monte Porzio Catone

L'atrio dell'Osservatorio Astronomico di Monte Porzio Catone

Sala Kircher

Sala Kircher

Una delle sale dell'Osservatorio è dedicata ad Athanasius Kircher, padre gesuita tedesco, che dal 1635 lavora al Collegio Romano, dove persegue i suoi molteplici interessi, tra i più rilevanti, lo studio dei geroglifici egizi, le lingue orientali, l'astronomia e la fisica. Aveva inoltre realizzato a Roma un Museo, il Museo del Mondo, che ai suoi tempi era famosissimo, una raccolta pubblica di antichità e curiosità, oggi andata perduta.

Dei suoi interessi astronomici ci rimangono dei trattati di cosmologia e le magnifiche tavole Sciateriche, ovvero quattro orologi solari incisi su tavole di ardesia.
La Sciatericon totius motus primi mobilis raffigura un calendario gregoriano con le fasi lunari, la durata del giorno, i segni zodiacali e i calcolo delle feste religiose mobili.

Tavola Sciaterica

Tavola Sciaterica

Sala di Padre Secchi

Sala di Padre Secchi

A Roma, nella seconda metà del 1800, erano presenti alcuni tra i più importanti astronomi del tempo, scienziati che segnarono profondamente l’evoluzione del pensiero scientifico portando alla nascita della moderna Astrofisica. Tra questi, l'astronomo gesuita Padre Angelo Secchi che dirigeva l'Osservatorio del Collegio Romano, quando Gustav Kirchhoff e Robert Bunsen dimostravano con esperimenti in laboratorio una relazione tra le sostanze chimiche presenti in un gas rarefatto, posto di fronte a una sorgente di radiazione continua, e le righe di assorbimento dello spettro.

Secchi applicò dunque all'astronomia le recenti scoperte dell'analisi spettrale, grazie alla quale associando uno spettroscopio ad un telescopio poté rivelare le componenti chimiche dei corpi celesti ed aprire la strada alla classificazione spettrale delle stelle.

Sala di Padre Secchi

Sala di Padre Secchi

Telescopio di Padre Angelo Secchi (dettaglio)

Telescopio di Padre Angelo Secchi (dettaglio)

Angelo Secchi nell’opera di rinnovamento dell’Osservatorio provvide a collocare il telescopio sulla presente montatura equatoriale e lo utilizzò per le osservazioni fotografiche e visuali della fotosfera solare e con l’ausilio del prisma obiettivo raccolse numerose delle osservazioni su cui fu basata la prima classificazione spettrale delle stelle.